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IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Il Museo Egizio di Torino è una delle istituzioni più importanti della Città; è posizionato nel centro Storico, all'interno del "Quadrilatero Romano" dove sono localizzati numerosi Edifici di pregio tra i quali La Galleria Sabauda, Il Museo del Risorgimento (Palazzo Carignano), Palazzo Bricherasio, il Museo Civico di Arte Antica, l'Armeria Reale, e altri. La sede del museo è il Palazzo dell'Accademia delle Scienze nella Via omonima al numero civico 6, nelle vicinanze della Piazza Castello e poco distante dalla Stazione Porta Nuova (15 minuti a piedi). L'edificio fu progettato dall'Architetto modenese Guarino Guarini (1624-1683) e realizzato nel 1679 da Michelangelo Garavone. Il progetto e la costruzione furono commissionati dai Regnanti di Casa Savoia a partire dal 1630 con l'acquisto, dai Gonzaga di Mantova della cosidetta " Mensa Isiaca", reperto archeologico risalente all'epoca Romana, raffigurante cerimonie religiose in onore della Dea Iside. Carlo Emanuele III di Savoia incarica successivamente Vitalino Donati (professore di Botanica presso l'università di Torino) a rinvenire ulteriori reperti e testimonianze. Donati si recherà più volte in Egitto effettuando scavi all'ombra delle Piramidi; porterà a Torino una serie di oggetti importanti, tra i più significativi menzioniamo le tre grandi statue della dea Iside, scoperte a Coptos e le statue del Faraone Ramesse II (alta 2,24 m) e della Dea Sekmemet riportate alla luce nel Tempio della Dea Mut a Karmak (Tebe). Il Museo Egizio come tale fu fondato nel 1824 dal re Carlo Felice di Sardegna, che acquistò da Bernardino Drovetti (1776-1852), Ufficiale dell'Armata Napoleonica nella Campagna d'Egitto (1795-1799), una ricchissima collezione di oggetti e manufatti importanti. Si trattava di circa 1000 grandi statue, 170 papiri, stele, sarcofaghi con relative mummie, oggetti di bronzo, amuleti, ed una notevole quantità di oggetti di vita quotidiana dell'Egitto dei Faraoni: vasellame, utensili, cofani, sgabelli, stoffe, specchi, pettini, ecc...complessivamente la collezione è costituita da circa 30.000 pezzi, provenienti in gran parte dalla città di Tebe in Egitto. Alla fine del 1800 l'allora Direttore del Museo Ernesto Schiapparelli (insigne egittologo) diede impulso e vitalità con nuovi scavi e ricerche archeologiche condotte in Egitto, con la finalità di documentare, arricchire il Museo, di alcune pagine ancora vuote; in particolare gli usi e costumi dell'Antico e Medio Regno. Con gli scavi effettuati tra il 1900 e 1903, Schiapparelli, riportò alla luce, reperti interessantissimi paragonabili per quantità e qualità alla collezione del Drovetti. Gli scavi erano focalizzati attorno alle città di Giza, Eliopoli, Asjut, Valle delle Regine, Assuan. I reperti interessavano un arco temporale vasto e complesso, comprendeva il periodo Predinastico (IV millennio a.C.), la formazione ed il consolidamento dell'Egitto durante il Medio Regno (III e la prima metà del II millennio a.C.) ed inoltre l'espansione del Nuovo Regno come potenza economica e militare (2a metà del II millennio a.C.) ed infine la decadenza (I millennio a.C.) fino alla conquista di Alessandro Magno (332 a.C.) e la successiva occupazione dell'Impero Romano (31 a.C.)

COMPOSIZIONE DEL MUSEO

L'ingresso principale è posto sulla Via Accademia Delle Scienze al n.06, entrando, alla sinistra dell'atrio principale, si può ammirare l'imponente statua di Seti II ( cinque metri di altezza) che presenzia e domina l'intero percorso del primo piano. I reperti sono organizzati in sale intercomunicanti e definiti per argomenti. Le statue di Ramses II, dei faraoni Thumtmosi e Amenhotec II si trovano nelle prime due sale. La statua più antica conservata nel museo è quella della principessa Redi (2800 a.C.). All'ingresso dello statuario troviamo le due statue monumentali della collezione Drovetti (sfinge: testa di faraone in corpo di leone), della stessa collezione, sono da citare i papiri comprendenti:

1) "Papiro Regio" o "Canone Reale", in cui sono elencati i faraoni fino alla XVII dinastia

2) il "Papiro giudiziario", in esso troviamo gli atti del processo a carico dei congiunti del faraone Ramesse II colpevoli di averlo assassinato;

3) il "Papiro delle Miniere" con la identificazione delle mappe delle miniere d'oro dello Uadi Hammamat,

4) il "Papiro della Tomba di Ramesse IV, raffigurante la planimetria della tomba del faraone nela valle dei Re

5) il "Papiro Satirico" con immagini satiriche di animali che imitano atteggiamenti umani

6) Il "Papiro dei morti" dove è illustrato il rituale funerario che guidava il defunto nel regno dei morti; è interessante inoltre il processo di mummificazionne descritto; lo stesso papiro veniva posto con cura all'interno della tomba insieme al vasellame e agli oggetti e utensili di vita quotidiana. Nella sala II dello Statuario si può ammirare un vasto assortimento di sarcofaghi in pietra che raffigurano il defunto, ad esempio quella del giudice Gemenefherbakh e il corredo funerario dell'Architetto del Faraone Kha (dinastia XVIII 1430 a.C. circa) e della moglie Merit..

Nel Museo troviamo inoltrre una ricca documentazione della vita quotidiana dell'epoca ed in particolare le arti ed i mestieri; attrezzi da lavoro quali zappe, punteruoli, martelli, schegge e cocci, vasellame, parrucche, pettini, ceste, stoffe pregiate, ecc. Recentemte ed in seguito all'aiuto del governo Italiano, nella realizzazione della diga di Assuan, il governo Egiziano ha donato alla Città di Torino il tempietto rupestre di Ellesija, dedicato da Tutmosis III (XVIII dinastia, 1450 a.C ).

NOTIZIE UTILI PER LA VISITA DEL MUSEO

Il Museo e l'intera esposizione si articola su tre piani

Ingresso gratuito per:

a) Scuole e cittadini della Comunità Europea di età inferiore a 18 e superiore a 65

b) Docenti e studenti della facoltà di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienza della Formazione, Lettere e Filosofia, (corsi di Laurea in Lettere e materie letterarie con indirizzo Archeologico o storico-artistico).

c) Le scolaresche devono presentare la dichiarazione del Preside con l'indicazione esatta del numero di alunni e Docenti in Visita.

Sono autorizzate le riprese fotografiche senza flash e senza cavalletto, è consentita qualsiasi altro tipo di ripresa previa autorizzazione della Direzione.

Non è consentito fumare, consumare cibo o bevanda all'interno del Museo oltre che introdurre animali.

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