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Prof. Arch. Giancarlo Borgo


ABBAZIA DI VEZZOLANO

L'abbazia di Vezzolano è posta ai piedi della collina su cui sorge il paese di Albugnano nel territorio della provincia di Asti. La sua costruzione risale ad epoca remota, resti di architetture testimoniano che in epoca paleocristiana esisteva nel luogo una chiesa. I primi canonici di Vezzolano erano dei monaci e l'abbazia era già fiorente ai tempi di Liutprando che nel 740 affidò agli stessi il governo della chiesa di Sant'Evasio di Casale. La tradizione vuole che Carlo Magno recandosi a Roma nel 799 vi soggiornasse. L'autorità dell'abate si estese verso il 1100 su diciotto chiese, nel 1238 Federico II investì l'abate della signoria sul vicino castello imperiale di Albugnano in seguito Papi ed imperatori dotarono il convento di vasti territori. L'abbazia dipendeva direttamente da Roma e non era posta sotto la sovranità di alcun vescovo. L'ultimo abate di Vezzolano fu monsignor Rossi che concluse il suo governo nel 1796.

L'attuale chiesa romanica fu eretta sulle rovine di un preesistente edificio tra il 1110 e il 1189, presenta una facciata a tre campate, di cui quella centrale più alta è riccamente decorata, la facciata è realizzata nella parte inferiore in mattoni combinati con pietra mentre la parte superiore si presenta a fasce alternate di mattoni e pietra. L'architrave del portale, sostenuto da esili ed eleganti colonne, regge una lunetta raffigurante la Madonna in trono tra due figure verso la quale vola una colomba. Sopre al portale sei esili colonne formano una galleria cieca, tali gallerie cieche si ripetono nei due sovrastanti ordini architettonici della facciata e costituiscono un esempio unico di tale architettura in Piemonte. Al centro della galleria centrale si apre una bifora con il Redentore tra due arcangeli, al di sopra due angeli dividono la loggetta in tre spazi decorati con patere in ceramica che simboleggiano l'ospitalità abbaziale, anche il terzo loggiato cieco della facciata è adornato da due figure di angeli che si reggono su ruote. Il portale minore della campata di sinistra mostra l'effige di Sant'Ambrogio che fu grande amico dei monaci di Vezzolano.
L'interno della chiesa è a tre navate, quella centrale si sviluppa in tre campate quadre con volte a crociera sorrette da robusti pilastri di mattoni e tufo, le volte presentano ancora una pesante cordonatura e tutto l'impianto rispecchia le caratteristiche murarie delle prime costruzioni romaniche. Le navate laterali sono molto ampie, la metà di quella centrale, la quale si sviluippa in lunghezza per trenta metri, in larghezza sette ed in altezza dodici.
La navata principale presenta un nartece che divide, all'inizio della seconda campata, la pianta dell'edificio col compito evidente di stabilire nello stesso un luogo di riguardo. Queste strutture potrebbero essere state ispirate alla Cappella Palatina di Aquisgrana dove di fronte all'altare era posta la tribuna dell'imperatore. Il nartece è formato da cinque arcate a sesto acuto sorrette da colonne che per gli accenti classici dei capitelli, simili a quelli delle gallerie cieche della facciata, sembrano rilevare influssi alverniati. Il colonnato regge una fascia liscia sulla quale è posto un bassorilievo costituito da due bande orizzontali, in quella inferiore sono scolpiti i quaranta patriarchi antenati della Madonna alla quale la chiesa è dedicata; nella fascia superiore ai lati sono rappresentanti i simboli degli evangelisti e andando verso il centro sulla parte di sinistra sono raffigurati gli apostoli che stanno adagiando la Madonna nel sepolcro e sulla destra degli angeli che la trasportano in cielo, al centro il Cristo che incornona la Madre. La libertà dell'incoronazione non racchiusa nella mandorla od ovale mistico ed il rilievo quasi a tutto tondo delle figure rappresentate nonché la disposizione delle sculture su fasce sono altri elementi che l'avvicinano ai canoni classici romani più che a quelli medioevali. Le sculture del nartece erano dipinte ed un restauro recente ha riportato alla luce le tracce dei colori.
Oltrepassando il nartece si accede al quadrilungo e di seguito al presbiterio ornato da colonnine binate, capitelli istoriati e finestre con stipiti scolpiti. Le pareti delle navate sono realizzate a fasce alternate in mattoni e pietra. L'altare è adornato da un trittico di epoca gotica (1430) in terracotta raffigurante al centro la Madonna ed ai lati Sant'Agostino e Carlo Magno con un eremita.
Il Chiostro, addossato alla navata di destra, è a pianta quadrata con porticato e presenta caratteristiche stilistiche di varie epoche, la parte verso la chiesa pare addirittura risalire al secolo VIII mentre il lato a meridione voluto dall'abate Galliano risale al 1600. Nella parte più antica del chiostro sono visibili bellissimi affreschi risalenti a varie epoche.

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